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Mario Atzori, Piero Fattaccio, Pietro Frassetto, Massimo Pinna

Lunissanti 

sacra rappresentazione e tempo di primavera a Castelsardo

 

foto di Salvatore Pirisinu

Edizioni Gallizzi - Sassari 

 

 Che a Castelsardo il passato continui a vivere nel presente è cosa nota. Che non sfugge nemmeno al visitatore più distratto. Il centro storico della sua rocca, con una struttura urbana marcatamente medievale, si dipana in un dedalo di carrugi che, inevitabilmente, portano a una scalinata o a uno slargo che, quasi a un tratto, si apre al mare. Che compare d’improvviso, azzurro e spumeggiante, a incantare lo sguardo del visitatore. Abituale od occasionale, poco importa. Le vedute sono più spesso di quelle mozzafiato, che fanno venire meno il respiro. E alla vista delle quali non ci si abitua. Mai.

Le mura solide e ben piantate del vecchio maniero avvolgono quello che doveva essere, in origine, un promontorio roccioso proteso sul mare verso l’Asinara, che disegna il settore occidentale dell’orizzonte. Qui antichi signori genovesi ebbero l’intuizione di edificare una fortificazione. Che fu meta di assalti cruenti e che, nel corso dei secoli, passò più volte di mano: genovesi, aragonesi, piemontesi, sardi...

Lungo quelle stradine, strette da case sempre alte, con più di un piano, si è compiuta negli anni la vicenda storica castellanese. Ma quelle stradine strette e anguste, sicuramente aiutate dalla possanza delle mura cittadine, hanno saputo e potuto conservare nel tempo, tramandandola fino a noi, l’essenza degli accadimenti che vi si sono svolti. Pochi altri centri, in Anglona, possono vantare una storia tanto ricca di personaggi illustri al pari di quelli che si sono mossi all’interno della cinta muraria castellanese.

Fra quei carrugi, si celebra ogni anno il rito del Lunissanti (Lunedì Santo). Una manifestazione religiosa che, travalicando i confini esigui della cinta daziaria locale, è ormai nota anche a chi castellanese non è. Oltre il Tirreno e ben al di là della vecchia Europa. L’appuntamento annuale vede convergere sulla rocca di Castelsardo una moltitudine di turisti sardi e d’oltremare. In aggiunta alla gente del luogo, ovviamente. La quale, manco a dirlo, ha molti motivi in più, rispetto al forestiero, per non mancare alle processioni del Lunissanti.

Chi mantiene accesa la fiaccola della memoria e ne vivifica il ricordo interpretando puntualmente i sentimenti di attaccamento profondo alla consuetudine e alla tradizione, è la Confraternita di Santa Croce. Che, nel rispetto dello statuto, datato 1989 nella sua ultima edizione, affonda le radici addirittura nel 1546. Quando il vescovo Ludovico Cottes reggeva la diocesi di Ampurias, oggi aggregata a quella gallurese. Di tutto ciò i confratelli, e segnatamente il loro priore, vanno legittimamente orgogliosi. E non mancano di rivendicare, pure nei confronti dell’autorità ecclesiastica, l’autonomia conquistata nel tempo e documentata ad abundantiam dagli atti esistenti presso il prestigioso archivio della confraternita medesima.

Ebbene, il Lions Club Castelsardo, nell’ambito di una tradizione che lo vede particolarmente attento a tutto ciò che ha interessato e continua a interessare il territorio di competenza (Anglona, Romangia e Bassa Valle del Coghinas) ha inteso contribuire, patrocinando questa pubblicazione, a divulgare le ragioni profonde che sottendono i riti del Lunissanti, le modalità con le quali quella manifestazione continua a svolgersi ancora oggi, nonchè le vicende che hanno connotato la vita non sempre facile della Confraternita di Santa Croce.

Il prof. Mario Atzori, docente dell’Università degli Studi di Sassari, ci ha fatto dono di un suo bel saggio dal titolo suggestivo: Lunissanti – Sacra rappresentazione e tempo di primavera a Castelsardo. Il prof. Piero Fattaccio, il dott. Massimo Pinna e il Lions Pietro Frassetto, castellanesi e cultori della storia locale, ci hanno fornito un loro studio su La Confraternita di Santa Croce: un passato presente. Per quanto mi riguarda, sotto la guida vigile dello stesso prof. Atzori ho curato la parte che va sotto il titolo Documenti importanti sulla confraternita di Castelsardo. Infine, le belle foto a colori di Salvatore Pirisinu hanno impreziosito le 92 pagine del volume, edito da Gallizzi in veste grafica elegante e stampato su carta patinata. Il dott. Pier Franco Sircana, presidente del club durante l’annata lionistica 1989.90, ha firmato la presentazione del volume e si è adoperato perché questo potesse vedere la luce in tempi ragionevolmente brevi. Il che è avvenuto puntualmente.

La presentazione dell’opera ha avuto luogo nella primavera del 1990, presso la prestigiosa Sala XI del Castello dei Doria, presenti gli autori, il sindaco di Castelsardo e le massime autorità lionistiche della nostra circoscrizione. Fra questi, né poteva essere altrimenti, il coro della Confraternita. Il quale, a coronamento di una serata ricca di suggestioni, ha interpretato alcuni dei brani del proprio repertorio tradizionale. Rigorosamente in latino e in sardo castellanese.

Chiaramonti, 31 Luglio 2005

                                                                                    Carlo Patatu

 

 

 


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