L’idea
di pubblicare una monografia sulle località che riguardano i Lions Clubs di
Castelsardo e di Valinco, col quale siamo gemellati ormai da un decennio, era
nata in Corsica. A Zonza e in occasione della celebrazione della ricorrenza
della fondazione di quel club, nel giugno 2001. La proposta, formulata dal
presidente del Lions Club Castelsardo, era stata accolta con interesse dal
presidente del Lions Club du Valinco. Dopo qualche anno di gestazione,
e non senza affanno, la pubblicazione ha visto finalmente la luce.
Alla
presentazione ufficiale, svoltasi il 27 Giugno 2004, hanno fatto da cornice i
saloni scintillanti di Villa Mimosa, sede prestigiosa dell’Associazione
degli Industriali della provincia di Sassari. Con l’occasione, si è dato
avvio anche al progetto culturale “Sardegna, una lingua tante lingue”.
Autorevoli studiosi di linguistica sarda hanno svolto relazioni interessanti
sui legami stretti che uniscono da sempre Corsica e Sardegna sui versanti
geologico, geografico, storico, linguistico e non solo.
Il
volume, 162 pagine con carta patinata e tante belle fotografie a colori, si
compone essenzialmente di tre parti, redatte in italiano e francese. La prima
è costituita dalla presentazione firmata dai presidenti dei due Lions Clubs
succedutisi nel tempo resosi necessario per completare il lavoro (4 anni);
quindi le schede informative dei due sodalizi promotori dell’iniziativa
editoriale, contenenti brevi note sulle loro storie e sulle principali attività
di servizio portate avanti rispettivamente nel corso degli anni.
La
seconda parte, dedicata alla Sardegna, si apre con un saggio del prof. Manlio
Brigaglia, docente emerito dell’Università di Sassari (Anglona, Romangia
e Bassa Valle del Coghinas: una balconata sul golfo dell’Asinara), e
contiene una serie di monografie, brevi ma essenziali, riguardanti i comuni
dai quali, allora, provenivano i soci del L.C. Castelsardo. In Anglona:
Castelsardo, Chiaramonti, Nulvi, Sedini; in Romangia, Sennori e Sorso; nella
Bassa Valle del Coghinas: Santa Maria Coghinas e Valledoria. Oggi siamo
rappresentati anche a Perfugas e Viddalba. Gli autori dei testi (Paolo
Carboni, Giovanni Canu, Carlo Patatu, Mario Dessole, Tonino Patteri, Giovanni
Nurra e Goffredo Mameli) sono anche soci del club. Tonino Rubattu, autore
della monografia su Sennori, lo è stato fino a qualche tempo fa. Essi hanno
illustrato, in forma stringata ma compiuta, le località citate, non mancando
di fornire notizie utili sulla geografia, la storia, l’economia, le
emergenze architettoniche e i monumenti dei rispettivi territori, le
tradizioni popolari e le consuetudini. Con occhio sempre attento a dar conto
delle manifestazioni più importanti che si susseguono nei vari paesi e nel
corso dell’anno.
Vi
si leggono altresì dati interessanti sui candelieri e sul costume di Nulvi,
sulle cerimonie suggestive del Lunissanti a Castelsardo e su taluni
personaggi che, per un verso o per l’altro, hanno dato lustro al territorio.
O che sono ricordati per le azioni non sempre ‘onorevoli’ di cui gli
stessi sono stati protagonisti. Vi ritroviamo il Maestro di Castelsardo,
celebre pittore di scuola rinascimentale; Michele Giua, illustre scienziato
castellanese e antifascista, agli studi del quale il prestigioso museo della
scienza e della tecnica di Monaco di Baviera ha dedicato un’attenzione che
invece gli hanno negato i suoi compaesani; il celebre bandito chiaramontese
Giovanni Fais che, nonostante avesse trascorso la propria esistenza a rubare a
destra e a manca, sparacchiando pressoché quotidianamente contro bande rivali
e miliziani del re, poté festeggiare il settantacinquesimo compleanno, prima
di essere sconfitto dal tradimento di due suoi ex compari; l’altrettanto
celebre donna-bandito nulvese Lucia Delitala, una sorta di amazzone con i
mustacchi, più disinvolta nel maneggiare lo schioppo che le stoviglie e le
suppellettili domestiche.
La
terza e ultima parte, dedicata al territorio di competenza del Lions Club
du Valinco, si presenta al lettore con un saggio del prof. François de
Lanfranchi, docente di preistoria dell’Università della Corsica (Alta
Rocca e Gallura, una entità geografica originale). Quindi, nei paragrafi
che si susseguono, vengono illustrate compiutamente le regioni storiche del
Sartenese, della Rocca, dell’Alta Rocca, del Tallanese e della riviera
sottostante. La traduzione in italiano dei testi francesi è stata curata da
Mario Dessole.
Gli
altri autori corsi, (François Casanova, Jacques Maestrati, François Pietri,
Simone Tardif Pietri e Yann Y. Tardif) si sono impegnati a illustrare in modo
egregio le vicende storiche del loro territorio, le pregevoli emergenze
architettoniche che lo costellano e i non pochi siti d’interesse
archeologico notevole che vi si trovano. Vengono descritte con abbondanza di
particolari le vedute splendide che la zona offre al visitatore e le
possibilità che al turista si propongono in materia di soggiorni, di
escursioni per mare, in auto e a piedi. Non mancano i riferimenti ai prodotti
locali e ai piatti tipici, oltre che alle manifestazioni che vi si svolgono
nel corso dell’anno, a segnare la scansione delle stagioni e delle
ricorrenti festività di carattere religioso e civile.
Il
volume si conclude con una descrizione, suggestiva e partecipata, della
bandiera corsa (notre drapeau). Nelle considerazioni finali, i corsi
sottolineano che ...le nostre regioni (Sardegna e Corsica n.d.a.)
hanno sofferto per essere isole e dimenticate. Due rilievi differenti su una
stessa terra granitica, tormentata, accidentata, poco produttiva. (...) Nella
Corsica del Sud ci sentiamo molto vicini ai nostri amici sardi del Nord. Ci
capiamo...
Nell’autunno
2004, il libro è stato presentato ufficialmente anche in Corsica, a Olmeto,
nel corso di una cerimonia solenne, alla presenza delle massime autorità
municipali e provinciali della zona.
Chiaramonti,
30 Luglio 2005
Carlo Patatu