Chiaramonti
è un centro di quasi duemila anime, in provincia di Sassari. In quel paese
nacque e visse Giorgio Falchi. A cavallo fra l’Ottocento e il Novecento
(1843-1922).
Il
Falchi, notabile e filantropo, apparteneva a una delle due famiglie più
facoltose di quel villaggio; ebbe pertanto la possibilità di seguire il corso
di studi universitari a Sassari. Per poi rientrare definitivamente a
Chiaramonti e dedicarsi, sino alla fine dei suoi giorni, alla lettura, alle
opere di bene e all’amministrazione dei suoi beni. Non mancando, tuttavia,
di partecipare attivamente alla vita amministrativa del comune, di cui fu
sindaco in due occasioni distinte.
Fra
l’altro, egli si dedicò a redigere una sorta di memoriale; o meglio, di
annali. Per raccontare ai posteri tutto ciò ricadeva sotto la sua
osservazione. Sia a Chiaramonti che in ambito nazionale; ma con l’occhio
volto sempre a quel piccolo centro del Nord Sardegna. Ecco perché le notizie
annotate meticolosamente dal Falchi ci mostrano uno spaccato interessante
delle vicende importanti e no svoltesi nel suo paese, in un arco di tempo che
va dal 1868 al 1921. l testi furono redatti su quaderni scolastici a una riga;
quelli con la copertina in cartoncino, che i più anziani di noi ebbero modo
di utilizzare in quinta elementare. La scrittura, molto ordinata e con qualche
indulgenza agli svolazzi tipici della calligrafia di quei tempi, risulta
vergata con una penna ad asta e pennino di metallo intinto d’inchiostro
nero. Lo stile linguistico è quello ottocentesco: molto ricercato, ampolloso
e, specie quando si ragiona di patria e di morti in guerra, o di personaggi
ritenuti illustri, persino aulico o retorico.
Nei
suoi scritti, il Falchi ci racconta accadimenti vari, fatti e misfatti da lui
osservati o vissuti personalmente a Chiaramonti. Non mancando di dire la sua,
se opportuno. Uomo arguto, sensibile, colto e polemico, Giorgio Falchi si
adoperò in tutti i modi per elevare culturalmente e materialmente i suoi
concittadini.
Sentendo
avvicinarsi la fine dei suoi giorni, il nostro destinò per testamento quasi
tutti i suoi beni, compresi gli arredi, l’abitazione con la ricca biblioteca
e i bei quadri, per l’istituzione di un ente morale, che volle intitolato ai
propri genitori.
Carlo
Patatu, Lions del Club di Castelsardo e concittadino del Falchi, ha provveduto
a trascrivere pazientemente le cronache già redatte sui vecchi quaderni;
quindi le ha corredate di note e le ha fatte precedere da due saggi
riguardanti, rispettivamente, i rapporti economici e sociali vigenti nella
comunità di Chiaramonti ai tempi dello stesso Falchi e brevi note biografiche
sul personaggio. In appendice, il testamento e interessanti indici di luoghi e
persone. Il tutto corredato da numerose fotografie d’epoca.
I
Lions di Castelsardo, seguendo una tradizione, ormai consolidata, che li vede
particolarmente interessati e attenti e tutto ciò che riguarda il territorio
di competenza (Anglona, Romangia e Bassa Valle del Coghinas), hanno sostenuto
il progetto di Carlo Patatu e, proprio nell’anno della sua presidenza
(2003/2004), ne hanno patrocinato la pubblicazione. Ma rinviandone la
presentazione ufficiale all’anno successivo.
Il
volume, 382 pagine con una tiratura di 2.250 copie, si apre con le
presentazioni del L.C. Castelsardo e del Sindaco di Chiaramonti, sostenitori
in parte dell’iniziativa editoriale. Segue la prefazione del prof. Angelino
Tedde, docente dell’Università di Sassari.
Per
scelta dell’autore e dei promotori, la pubblicazione non va in libreria; ma
viene offerta in omaggio a coloro che la richiedono. Il Comune ne ha regalato
una copia a ciascun nucleo familiare di Chiaramonti, impegnandone così 750.
Il L.C. Castelsardo ne ha a disposizione 300 copie; 200 le ha richieste la
Comunità Montana. Alle restanti mille copie ha provveduto personalmente
l’autore, per farne un omaggio personale a quei chiaramontesi che, per
motivi di lavoro o altro, non vivono più in paese.
Il
volume è stato presentato, per iniziativa del Comune citato e del L.C.
Castelsardo, nel corso di una manifestazione, tenutasi a Chiaramonti il 7
Giugno 2005 nella sala consiliare, alla quale ha partecipato un pubblico folto
e qualificato: chiaramontesi e no, Lions dei clubs della 6° circoscrizione,
il sindaco Ezio Schintu, i presidenti della Comunità Montana Tonio Busellu e
della Provincia di Sassari Alessandra Giudici. Ai saluti di rito e alle
relazioni introduttive, svolte dal presidente del L.C. Castelsardo Goffredo
Mameli e dal prof. Tedde, hanno fatto seguito il dibattito, nutrito e vivace.
Quindi le conclusioni dell’autore.