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Regione
storica
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Romangia
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Superficie
del territorio
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67,05
Km2
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Popolazione
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12.571
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Altitudine
media sul livello del mare
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136
metri
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Comuni
confinanti |
Castelsardo,
Badesi, Santa Maria Coghinas, Sedini |
Presentazione
- Sorso, il cui nome deriva dal dialetto josso, ossia giù (cioè posto
in basso rispetto a Sennori), è
il comune più grande e importante della Romangia (terra abitata dai romani).
Geograficamente considerato come sub regione dell'Anglona, è collocato a 136
metri sul livello del mare, da cui è distante solo tre chilometri.
Adagiato
su dolci colline e ripiani, si estende lungo una vasta e fertile pianura
degradante verso la zona costiera a Nord, che si affaccia sull'ampio Golfo
dell'Asinara.
La
campagna, coltivata prevalentemente ad ulivi, soprattutto lungo la strada per
Sassari, lascia via libera alla coltivazione di frutta, ortaggi e di
vigneti nella parte bassa.
A
protezione delle colture dal maestrale, vento dominante in tutto il Golfo
dell'Asinara, vi è una considerevole fascia pinetata attraversata dalla
strada litoranea, che per circa 17 km percorre tutta la costa, formata
da spiaggia con dune e sabbia fine.
All'interno
della pineta, in gran parte costituita da pini, è facile però notare molti
esemplari di ginepro secolare. Questa essenza, molto diffusa nei secoli
passati, emana un gradevole profumo e lo conserva a distanza di decenni, anche
dopo l'impiego.
Il
ginepro coccolone, che è una pianta ora protetta, cresce per diversi metri in
altezza, ma ha un accrescimento molto lento per cui, prima di essere adulto,
trascorre qualche secolo. Anticamente vi ricavavano travi per i solai, tuttora
riscontrabili in alcune abitazioni dei vecchi centri storici, compreso quello
di Castelsardo. Sono essenze, purtroppo, in via di estinzione a causa del
saccheggio ancora in atto. Infatti, è abbastanza facile trovare nelle ville
di recente costruzione ringhiere o lavori similari realizzati con questo
pregiato legno. Nella descrizione del territorio non si può non ricordare
un'altra importante ricchezza costituita dalle risorse idriche, rappresentate
dal fiume Silis e da altri più piccoli corsi d'acqua come il rio Pedrasdefogu
e il rio Buddi Buddi, che hanno assicurato l'irrigazione delle colture nei
secoli e in particolare la presenza dello stagno di Platamona. Che
originariamente faceva parte di una laguna comunicante con il mare, mentre
oggi la continuità è stata possibile grazie a un canale artificiale di
recente realizzazione. Lo stagno lungo 2.800 metri, largo 200, con
una superficie di 95 ettari, di cui il 40% utilizzabile, è incluso tra
le zone umide dell'Isola, riconosciute come riserva naturale. La fauna è
costituita da diverse e interessanti specie di uccelli: folaghe, germani
reali, anatre, pollo sultano, fenicotteri rosa. Le specie più rare si
rilevano durante lo svernamento. Allora si può notare il codone,
il falco di palude, l'airone cenerino, lo svasso maggiore.
La
storia - La più antica
testimonianza di insediamenti umani sul territorio dell'odierno comune di
Sorso è rappresentata dalla necropoli
neolitica dell'Abbiu, composta da sei tombe ipogeiche
ed è databile 3300-2300 a.c.
Presso
il museo Sanna di Sassari si trovano i numerosi reperti, appartenenti alle
varie epoche, rinvenuti nell'area comunale: armi varie, un conio per fondere
metalli, una barca votiva di bronzo, provenienti dal complesso nuragico
individuato sul monte Cau, stele funerarie, manufatti di ceramica, monete e
altri oggetti dell'età punica (VI-III sec. a.c.).
In
località Serra Niedda, alcuni scavi archeologici effettuati tra il 1985 e il
1988 hanno portato alla luce un pozzo sacro con tracce di murature di un
edificio che risalgono al periodo nuragico (1600 – 600 a.c.). Con la
fondazione della colonia romana di Turris Libisonis (l'attuale
Portotorres), anche il territorio di Sorso è stato interessato dalla presenza
di insediamenti da parte di quel popolo. Lo stesso nome Romangia, lo
ricordiamo, significa terra abitata dai Romani. Degna di segnalazione, in
località Bagnu sulla costa, è una villa romana cioè quel complesso
abitativo e produttivo, una sorta dell'attuale azienda agricola odierna,
composta da una parte residenziale e da una per le attività lavorative.
Nei
primi anni '80, una campagna archeologica condotta in fondo al mare, in
località Marritza, ha individuato il relitto di una nave romana dalla quale
sono state recuperate molte anfore, ceramiche decorate, ancore e pulegge in
bronzo, forse del I secolo d.c.
Le
numerose campagne di scavi protrattesi negli anni '80 hanno messo in evidenza
strutture di grande interesse del periodo medioevale. Su tutti la scoperta del
villaggio di Geridu, località situata nei pressi della chiesa di Sant'Andrea
sulla strada per Sassari. Secondo alcuni studiosi è probabile che su questo
sito sia sorta l'antica Sorso.
Il
nome di Sorso, per la prima volta, è citato nel Condaghe di S. Pietro di
Silki (XI-XIII sec.), un libro dove venivano registrati gli atti
amministrativi riguardanti i patrimoni ecclesiastici. Nel periodo giudicale (X-XIV
sec.), Sorso passa sotto il dominio della Repubblica Sassarese (XIII sec.).
Nel 1411, il re Alfonso di Spagna, già signore della Contrada di Romangia,
cede Sorso come feudo alla famiglia di Gonario Gambella, con diritto di
trasmissione ai soli figli maschi. Nel 1468 diviene, però, erede Rosa
Gambella. Il vicerè di Sardegna Ximen Perez organizza l'uccisione del marito
e del figlio per sposare, più tardi, Rosa
Gambella e poter diventare erede della Contrada.
Nel
1495 Ximen Perez, allo scadere del mandato di vicerè, cede i diritti della
Contrada al mercante Antonio Cotona. Dopo una lunga lite giudiziaria fra i
Gambella, che impugnano la decisione del vicerè, e Antonio Cotona, il
possesso del feudo passa ai marchesi di Amat, che nel 1723 si fregiano del
titolo di baroni di Sorso.
Nel
1527 la popolazione, con l'aiuto dei sassaresi, insorge contro i francesi,
comandati da Renzo Orsini, che battendo in ritirata, dopo la sconfitta subita
nei pressi di Castel Aragonese, volevano occupare Sorso.
Durante
il dominio degli Amat di S. Filippo, fra feudatari e vassalli scoppiano feroci
controversie, per questo, quando Giovanni Maria Angioj organizza i moti
antifeudali, trova negli abitanti di Sorso un facile alleato. Fallita la
rivolta angioiana, il regime feudale riprende fino al 1836,quando ha termine
in tutta la Sardegna.
L’economia
- Fin dal secolo scorso, Sorso è stato considerato tra i centri più
importanti della Sardegna settentrionale, per lo sviluppo demografico e la
forte economia, che da qualche decennio sta conoscendo una ulteriore crescita
dovuta all'incremento del turismo balneare. Che ha portato anche ad un
notevole sviluppo dell'edilizia residenziale lungo la fascia costiera, dove si
sono moltiplicate, spesso in maniera spontanea, le case di villeggiatura e in
particolare le seconde case di molti sassaresi. Il turismo, che certamente non
è la prerogativa dei sorsensi, sta avendo notevole impulso dalle rilevanti e
ampie strutture ricettive sorte lungo la costa.
A
dispetto di chi vedesse nel comune di Sorso una località a esclusiva
vocazione agricola, dovrà ricredersi. Nella stagione 2001 si sono registrate
nel settore alberghiero ed extra, circa 135.000 presenze. Lungo i suoi 17 km
di litorale sono sorti importanti insediamenti turistici: alberghi, villaggi,
campeggi, posti di ristoro, e non mancano certamente le attrattive
comprendenti un parco di divertimenti acquatici e un attrezzato centro
commerciale. Tuttavia l'agricoltura resta la vera passione degli abitanti e il
pilastro portante dell'economia. I pozzi e le cisterne sparse ovunque
testimoniano che la gestione del bene-acqua è stato da sempre la vera leva
per il massimo sfruttamento dei terreni. L'incremento continuo
dell'agricoltura attraverso le più recenti coltivazioni intensive ha dato
vita al potenziamento di un sistema di irrigazione del suolo sempre più
razionale, fino a giungere nel 1962 alla creazione di un consorzio per la
bonifica del fiume Silis con i comuni di Sennori e Osilo. Ma la produzione
consistente nel settore agricolo resta quella dell'olio e del vino. Le uve
della Romangia, molto apprezzate da tutti venivano, fino a pochi anni,
commercializzate tramite l'apposita cantina sociale, che del vino Cannonau (un
rosso corposo per arrosti) aveva fatto il suo pezzo forte.
Purtroppo
la cantina ha chiuso i battenti, ma lo smercio dell'uva trova canali
privilegiati con altre cantine
della Sardegna, che fanno a gara per accaparrarsi il prodotto. Gran parte dell'uva viene trasformata dai
proprietari delle vigne che direttamente vendono ai privati l'ottimo vino. A
Sorso si produce anche il vermentino (un vino bianco paglierino indicato
soprattutto per il pesce) ed è molto famoso il moscato bianco-ambrato dolce
per dessert. Il pregio delle uve,
dovuto al clima temperato e alla fertilità dei terreni e l'atavica esperienza
dei viticultori locali nel trasformarle in vino, collocano Sorso in una
posizione di rilievo nel panorama vitivinicolo isolano.
Monumenti
- Sorso vanta un suo centro storico di origine medioevale che ha nel corso
Vittorio Emanuele il suo asse portante. Al visitatore non può sfuggire la
caratteristica principale degli immobili che, essendo un centro a vocazione
agricola, riservano il piano terra ad ampi magazzini con volte a botte o a crociera. Al corso possono
ammirarsi diversi palazzi patrizi
fino ad arrivare alla piazza Garibaldi, dove sorge la chiesa della Madonna
d'Itria, annessa al convento che ospita il Municipio.
L'edificio
ecclesiastico, che risale al 1600, è molto particolare per le cappelle
laterali al cui interno sono ospitate statue lignee policrome di bravi artisti
locali dell'epoca. Proseguendo per via Convento, attiguo alla piazza, si
raggiunge il Palazzo Baronale della fine del Settecento, recentemente
restaurato. In piazza San Pantaleo si trova l'omonima chiesa parrocchiale,
costruita alla fine dell'800 su un sito dove ne sorgeva un'altra, intitolata
allo stesso santo, in stile romanico-pisano. Vicino a S. Pantaleo si trova la
chiesa di S. Croce edificata nel XVI secolo con volta a botte, in fase di
restauro. Nella parte settentrionale del centro abitato, di fronte alla piazza
Cappuccini, è ubicata un'altra chiesetta, molto cara agli abitanti, dedicata
alla Madonna Noli me tollere. Intorno a questa santa si racconta di un
miracolo accaduto nel 1208, secondo cui il
simulacro della Vergine sarebbe stato rinvenuto
sulla spiaggia.
Un
cenno merita la famosa fontana della Billellera, costruita intorno al 1600, la
cui acqua, secondo una credenza popolare
avrebbe la proprietà di rendere folli.
L'agro
di Sorso è ricco di tante testimonianze di chiesette rurali, purtroppo andate
in rovina o distrutte.
Personaggi
- Sorso ha dato i natali a molti e importanti
personaggi che hanno raggiunto un livello nazionale e internazionale.Sono
davvero tanti quelli che si sono distinti nel campo letterario, scientifico e
che si sono affermati nella politica e nell'arte. Su tutti emerge la figura di
un grande romanziere vissuto nell'800: Salvatore Farina, a cui è stata
intitolata una piazza. Ha scritto numerosi romanzi che sono stati tradotti in
molte lingue. Di alcune sue opere sono state da poco pubblicate numerose riedizioni. Un altro uomo illustre è
Giovanni Baraca, giornalista, poeta e commediografo vissuto fra il 1843 e il
1882, come anche il poeta Giannetto Masala.
Nel
campo scientifico sono da ricordare due grandi uomini che hanno ricoperto il
prestigioso incarico di Rettore dell'Ateneo di Sassari: Pasquale Marginesu e
Pietro Marogna. Nella politica si è
distinto l'avvocato Salvatore Cottoni che negli anni '60-70 è stato più
volte assessore regionale ed ha ricoperto il ruolo di sottosegretario al
Ministero dei Trasporti. Nella pittura hanno primeggiato Pietro Antonio Manca
e i fratelli Ausonio e Francesco Tanda, artisti di grande rilievo e di portata
nazionale.
Giovanni Canu
AA.VV.
– Isole Gemelle – Îles Jumelles, ed. La
Grafica, Porto Torres 2004, pp. 90-96