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SORSO

 

a cura di Giovanni Canu

 

 

Regione storica

Romangia

Superficie del territorio

67,05 Km2

Popolazione

12.571

Altitudine media sul livello del mare

136 metri

Comuni confinanti

Castelsardo, Badesi, Santa Maria Coghinas, Sedini

 

 

Presentazione - Sorso, il cui nome deriva dal dialetto josso, ossia giù (cioè posto in basso rispetto a  Sennori), è il comune più grande e importante della Romangia (terra abitata dai romani). Geograficamente considerato come sub regione dell'Anglona, è collocato a 136 metri sul livello del mare, da cui è distante solo tre chilometri.

Adagiato su dolci colline e ripiani, si estende lungo una vasta e fertile pianura degradante verso la zona costiera a Nord, che si affaccia sull'ampio Golfo dell'Asinara.

La campagna, coltivata prevalentemente ad ulivi, soprattutto lungo la strada per Sassari, lascia via libera alla coltivazione di frutta, ortaggi e di  vigneti  nella parte bassa.

A protezione delle colture dal maestrale, vento dominante in tutto il Golfo dell'Asinara, vi è una considerevole fascia pinetata attraversata dalla strada litoranea, che per circa 17 km percorre tutta la costa, formata  da spiaggia con dune e sabbia fine.

All'interno della pineta, in gran parte costituita da pini, è facile però notare molti esemplari di ginepro secolare. Questa essenza, molto diffusa nei secoli passati, emana un gradevole profumo e lo conserva a distanza di decenni, anche dopo l'impiego.

Il ginepro coccolone, che è una pianta ora protetta, cresce per diversi metri in altezza, ma ha un accrescimento molto lento per cui, prima di essere adulto, trascorre qualche secolo. Anticamente vi ricavavano travi per i solai, tuttora riscontrabili in alcune abitazioni dei vecchi centri storici, compreso quello di Castelsardo. Sono essenze, purtroppo, in via di estinzione a causa del saccheggio ancora in atto. Infatti, è abbastanza facile trovare nelle ville di recente costruzione ringhiere o lavori similari realizzati con questo pregiato legno. Nella descrizione del territorio non si può non ricordare un'altra importante ricchezza costituita dalle risorse idriche, rappresentate dal fiume Silis e da altri più piccoli corsi d'acqua come il rio Pedrasdefogu e il rio Buddi Buddi, che hanno assicurato l'irrigazione delle colture nei secoli e in particolare la presenza dello stagno di Platamona. Che originariamente faceva parte di una laguna comunicante con il mare, mentre oggi la continuità è stata possibile grazie a un canale artificiale di recente realizzazione. Lo stagno lungo 2.800 metri, largo 200, con  una superficie di 95 ettari, di cui il 40% utilizzabile, è incluso tra le zone umide dell'Isola, riconosciute come riserva naturale. La fauna è costituita da diverse e interessanti specie di uccelli: folaghe, germani reali, anatre, pollo sultano, fenicotteri rosa. Le specie più rare si rilevano durante lo svernamento. Allora si può notare il codone,  il falco di palude, l'airone cenerino, lo svasso maggiore.

 

La storia - La più antica testimonianza di insediamenti umani sul territorio dell'odierno comune di Sorso è rappresentata dalla  necropoli neolitica dell'Abbiu, composta da sei tombe ipogeiche  ed è databile 3300-2300 a.c.

Presso il museo Sanna di Sassari si trovano i numerosi reperti, appartenenti alle varie epoche, rinvenuti nell'area comunale: armi varie, un conio per fondere metalli, una barca votiva di bronzo, provenienti dal complesso nuragico individuato sul monte Cau, stele funerarie, manufatti di ceramica, monete e altri oggetti dell'età punica (VI-III sec. a.c.).

In località Serra Niedda, alcuni scavi archeologici effettuati tra il 1985 e il 1988 hanno portato alla luce un pozzo sacro con tracce di murature di un edificio che risalgono al periodo nuragico (1600 – 600 a.c.). Con la fondazione della colonia romana di Turris Libisonis (l'attuale Portotorres), anche il territorio di Sorso è stato interessato dalla presenza di insediamenti da parte di quel popolo. Lo stesso nome Romangia, lo ricordiamo, significa terra abitata dai Romani. Degna di segnalazione, in località Bagnu sulla costa, è una villa romana cioè quel complesso abitativo e produttivo, una sorta dell'attuale azienda agricola odierna, composta da una parte residenziale e da una per le attività lavorative.

Nei primi anni '80, una campagna archeologica condotta in fondo al mare, in località Marritza, ha individuato il relitto di una nave romana dalla quale sono state recuperate molte anfore, ceramiche decorate, ancore e pulegge in bronzo, forse del  I secolo d.c.

Le numerose campagne di scavi protrattesi negli anni '80 hanno messo in evidenza strutture di grande interesse del periodo medioevale. Su tutti la scoperta del villaggio di Geridu, località situata nei pressi della chiesa di Sant'Andrea sulla strada per Sassari. Secondo alcuni studiosi è probabile che su questo sito sia sorta l'antica Sorso.

Il nome di Sorso, per la prima volta, è citato nel Condaghe di S. Pietro di Silki (XI-XIII sec.), un libro dove venivano registrati gli atti amministrativi riguardanti i patrimoni ecclesiastici. Nel periodo giudicale (X-XIV sec.), Sorso passa sotto il dominio della Repubblica Sassarese (XIII sec.). Nel 1411, il re Alfonso di Spagna, già signore della Contrada di Romangia, cede Sorso come feudo alla famiglia di Gonario Gambella, con diritto di trasmissione ai soli figli maschi. Nel 1468 diviene, però, erede Rosa Gambella. Il vicerè di Sardegna Ximen Perez organizza l'uccisione del marito e del figlio per sposare, più tardi,  Rosa Gambella e poter diventare erede della Contrada.

Nel 1495 Ximen Perez, allo scadere del mandato di vicerè, cede i diritti della Contrada al mercante Antonio Cotona. Dopo una lunga lite giudiziaria fra i Gambella, che impugnano la decisione del vicerè, e Antonio Cotona, il possesso del feudo passa ai marchesi di Amat, che nel 1723 si fregiano del titolo di baroni di Sorso.

Nel 1527 la popolazione, con l'aiuto dei sassaresi, insorge contro i francesi, comandati da Renzo Orsini, che battendo in ritirata, dopo la sconfitta subita nei pressi di Castel Aragonese, volevano occupare Sorso.

Durante il dominio degli Amat di S. Filippo, fra feudatari e vassalli scoppiano feroci controversie, per questo, quando Giovanni Maria Angioj organizza i moti antifeudali, trova negli abitanti di Sorso un facile alleato. Fallita la rivolta angioiana, il regime feudale riprende fino al 1836,quando ha termine in tutta la Sardegna.

 

L’economia - Fin dal secolo scorso, Sorso è stato considerato tra i centri più importanti della Sardegna settentrionale, per lo sviluppo demografico e la forte economia, che da qualche decennio sta conoscendo una ulteriore crescita dovuta all'incremento del turismo balneare. Che ha portato anche ad un notevole sviluppo dell'edilizia residenziale lungo la fascia costiera, dove si sono moltiplicate, spesso in maniera spontanea, le case di villeggiatura e in particolare le seconde case di molti sassaresi. Il turismo, che certamente non è la prerogativa dei sorsensi, sta avendo notevole impulso dalle rilevanti e ampie strutture ricettive sorte lungo la costa. 

A dispetto di chi vedesse nel comune di Sorso una località a esclusiva vocazione agricola, dovrà ricredersi. Nella stagione 2001 si sono registrate nel settore alberghiero ed extra, circa 135.000 presenze. Lungo i suoi 17 km di litorale sono sorti importanti insediamenti turistici: alberghi, villaggi, campeggi, posti di ristoro, e non mancano certamente le attrattive comprendenti un parco di divertimenti acquatici e un attrezzato centro commerciale. Tuttavia l'agricoltura resta la vera passione degli abitanti e il pilastro portante dell'economia. I pozzi e le cisterne sparse ovunque testimoniano che la gestione del bene-acqua è stato da sempre la vera leva per il massimo sfruttamento dei terreni. L'incremento continuo dell'agricoltura attraverso le più recenti coltivazioni intensive ha dato vita al potenziamento di un sistema di irrigazione del suolo sempre più razionale, fino a giungere nel 1962 alla creazione di un consorzio per la bonifica del fiume Silis con i comuni di Sennori e Osilo. Ma la produzione consistente nel settore agricolo resta quella dell'olio e del vino. Le uve della Romangia, molto apprezzate da tutti venivano, fino a pochi anni, commercializzate tramite l'apposita cantina sociale, che del vino Cannonau  (un rosso corposo per arrosti) aveva fatto il suo pezzo forte.

Purtroppo la cantina ha chiuso i battenti, ma lo smercio dell'uva trova canali privilegiati con  altre cantine della Sardegna, che fanno a gara per accaparrarsi il  prodotto. Gran parte dell'uva viene trasformata dai proprietari delle vigne che direttamente vendono ai privati l'ottimo vino. A Sorso si produce anche il vermentino (un vino bianco paglierino indicato soprattutto per il pesce) ed è molto famoso il moscato bianco-ambrato dolce per  dessert. Il pregio delle uve, dovuto al clima temperato e alla fertilità dei terreni e l'atavica esperienza dei viticultori locali nel trasformarle in vino, collocano Sorso in una posizione di rilievo nel panorama vitivinicolo isolano.

 

Monumenti - Sorso vanta un suo centro storico di origine medioevale che ha nel corso Vittorio Emanuele il suo asse portante. Al visitatore non può sfuggire la caratteristica principale degli immobili che, essendo un centro a vocazione agricola, riservano il piano terra ad ampi  magazzini con volte a botte o a crociera. Al corso possono ammirarsi  diversi palazzi patrizi fino ad arrivare alla piazza Garibaldi, dove sorge la chiesa della Madonna d'Itria, annessa al convento che ospita il Municipio.

L'edificio ecclesiastico, che risale al 1600, è molto particolare per le cappelle laterali al cui interno sono ospitate statue lignee policrome di bravi artisti locali dell'epoca. Proseguendo per via Convento, attiguo alla piazza, si raggiunge il Palazzo Baronale della fine del Settecento, recentemente restaurato. In piazza San Pantaleo si trova l'omonima chiesa parrocchiale, costruita alla fine dell'800 su un sito dove ne sorgeva un'altra, intitolata allo stesso santo, in stile romanico-pisano. Vicino a S. Pantaleo si trova la chiesa di S. Croce edificata nel XVI secolo con volta a botte, in fase di restauro. Nella parte settentrionale del centro abitato, di fronte alla piazza Cappuccini, è ubicata un'altra chiesetta, molto cara agli abitanti, dedicata alla Madonna Noli me tollere. Intorno a questa santa si racconta di un miracolo accaduto nel 1208, secondo cui  il simulacro della Vergine sarebbe stato  rinvenuto sulla spiaggia.

Un cenno merita la famosa fontana della Billellera, costruita intorno al 1600, la cui acqua, secondo una credenza popolare  avrebbe la proprietà di rendere folli.

L'agro di Sorso è ricco di tante testimonianze di chiesette rurali, purtroppo andate in rovina o distrutte.

 

Personaggi - Sorso ha dato i natali a molti e importanti personaggi che hanno raggiunto un livello nazionale e internazionale.Sono davvero tanti quelli che si sono distinti nel campo letterario, scientifico e che si sono affermati nella politica e nell'arte. Su tutti emerge la figura di un grande romanziere vissuto nell'800: Salvatore Farina, a cui è stata intitolata una piazza. Ha scritto numerosi romanzi che sono stati tradotti in molte lingue. Di alcune sue opere sono state da poco  pubblicate numerose riedizioni. Un altro uomo illustre è Giovanni Baraca, giornalista, poeta e commediografo vissuto fra il 1843 e il 1882, come anche il poeta Giannetto Masala.

Nel campo scientifico sono da ricordare due grandi uomini che hanno ricoperto il prestigioso incarico di Rettore dell'Ateneo di Sassari: Pasquale Marginesu e Pietro Marogna. Nella politica si è distinto l'avvocato Salvatore Cottoni che negli anni '60-70 è stato più volte assessore regionale ed ha ricoperto il ruolo di sottosegretario al Ministero dei Trasporti. Nella pittura hanno primeggiato Pietro Antonio Manca e i fratelli Ausonio e Francesco Tanda, artisti di grande rilievo e di portata nazionale.

 

                                                                                                Giovanni Canu

 

AA.VV. – Isole Gemelle – Îles Jumelles, ed. La Grafica, Porto Torres 2004, pp. 90-96

 


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